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18.02

2020

Comunicare utilizzando colori e pennello

I PROFESSORI DEL CENTROMODA CANOSSA LAVORANO CON I DETENUTI DI TRENTO
Colori per rilassare: progetto CMC con Trentino School of Management

Più incontri e più attività manuali che avevano come scopo socializzare, collaborare e creare: il progetto del Centromoda Canossa all’interno del carcere femminile e maschile di Trento è stato possibile grazie al sostegno di Trentino School of Management ed ha visto impegnati detenuti, detenute che insieme alla professoressa Giuliana Vender, ex insegnante in pensione del CMC e il vicedirettore Michele Filippini hanno vissuto questa esperienza.
Un’iniziativa importante per riuscire ad offrire a queste persone un’opportunità di crescita attraverso la creatività. Particolarmente soddisfatta oltreché colpita dalle sensazioni ed emozioni percepite nel corso del lavoro nel carcere la professoressa Vender.
“Si è trattata di un’esperienza davvero molto particolare perché mi sono resa conto di come vivono queste persone, lì, in carcere, spogliate di tutto. Prima di entrare naturalmente ho dovuto abbandonare ogni cosa, dal telefonino agli oggetti personali e così com’ero sono entrata con loro, mi sono immedesimata in loro. In particolare ho lavorato con le donne per più incontri.
Le ragazze sono entrate lì, in quell’aula una alla volta, non in gruppo. Mi si è allargato il cuore e ricordo di aver abbozzato un sorriso perché ho visto nei loro occhi tanta tristezza ed il desiderio di essere amate. Inizialmente erano molto scettiche e distaccate, diffidenti, segnate dalla vita. Poi con calma si sono aperte. Hanno capito che la mia idea di lezione non era culturale, ma un programma di amore e vita, attraverso le pennellate volevo proporre loro la libertà”.
Si è trattato di un lavoro attraverso la cromoterapia, dove il colore è stato utilizzato come cura di rilassamento. “Ho cercato di eseguire lavoretti semplici, utilizzando pennello e colori. La maggior parte di loro è riuscita a trasferire le tensioni sul pennello e sulle magliette. Ho visto i loro sguardi trasformarsi durante le ore che abbiamo trascorso insieme. Il carcere ti porta probabilmente ad essere diffidente, ma il lavoro di gruppo  e la cromoterapia le ha aiutate a rilassarsi e concentrarsi”.
I lavori creati sono stati di diverso tipo: t-shirt colorate e foulard personalizzati, sui quali le detenute hanno scritto messaggi nella loro lingua da inviare ai loro cari.
Con i detenuti, invece, “ci siamo concentrati nel creare per comunicare - continua la professoressa - abbiamo confezionato piccoli lavoretti per i loro bambini”. Un’esperienza che ha lasciato il segno: “Dopo quarant’anni di  insegnamento si è trattato di un’esperienza toccante ed unica. VIvere queste ore con i detenuti fa riflettere sul valore della vita e sull’importanza dell’ambiente che ci circonda. Lì queste persone le ho percepite sole, senza alcun contatto. Impressionante. E difficile da spiegare. Spero che il progetto di CMC con TSM possa aver aiutato queste persone a trovare un equilibrio interiore fondamentale per ritrovare la giusta strada nella vita”.

I professori del CMC Trento con detenuti del carcere di Trento per un lavoro sulla creatività